Quando la divina Naomi mi ha chiesto di fermare l'aereo... - Nottheusualdressing
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Quando la divina Naomi mi ha chiesto di fermare l’aereo…

 

Avevo strappato con le unghie e con i denti uno stage di tre mesi da Azzedine Alaia, stracciando la concorrenza di altre tre ragazze, e avevo conquistato la mia scrivania polifunzionale di stagista, con mansioni di segreteria, assistente tuttofare e anche indossatrice… ero , capirete, molto fiera di me. Parigi, 1993, diploma di stilismo  appena incorniciato e appeso nella mia casetta a Belleville, molte aspettative, ovvio, cominciare da Azzedine era un sogno che diventava realtà. Nel 1993 Azzedine arrivato nel quartiere da pochissimo, aveva aperto il suo atelier grazie al sostegno economico di una sua amica nobildonna francese, non era ancora famoso all’estero, ma si intuiva già che era questione di pochi mesi . Il mio francese ancora in erba e non perfetto mi rendeva il lavoro di segreteria penoso, rispondere al telefono era molto difficile, soprattutto quando dovevo riportare per iscritto nomi e numeri di telefono di chi chiamava…l’assistente personale di Azzedine, Eric, un bel ragazzotto viziato di provincia, svolazzava da una parte all’altra dello Studio con aria molto impegnata e teatralmente drammatica, ed io cercavo di stargli dietro, in modo che alle 10.00 tutto fosse in ordine per l’arrivo del Maestro…l’atelier era molto spazioso con le pareti in vetro, silenzioso, arredato con poche, essenziali cose, i muri bianchi e il parquet per terra. Azzedine arrivava con le babbucce tipiche del suo paese, vestito di nero, piccolo piccolo, molto veloce nei movimenti, discreto e oltremodo timido… Raccoglieva i messaggi, discuteva con Eric sul planning della giornata e poi riceveva  scadenzate la modelle per il casting…i preparativi della sfilata avanzavano a ritmo serrato… Azzedine parlava poco, lavorava moltissimo sul capo direttamente. Dopo averlo provato sulla modella scelta, apportava lui stesso  a mano le prime modifiche con spilli e filo da imbastitura, l’abito veniva modificato in diretta e poi ancora riprovato questa volta su di me. Azzedine mi aveva squadrato per bene al mio arrivo e mi aveva preso le misure, decretando che avevo un fisico giusto e le misure a posto per fargli anche da modella…. Così dopo qualche giorno sono stata ben contenta di allontanarmi dalla mia scrivania di stagista e passare nel suo Atelier a provare i suoi capi meravigliosi…

Un pomeriggio tra tanti, arriva per il fitting Naomi, con due ore di ritardo… Azzedine è molto nervoso, vuole che tutto sia a posto per lei, tutto in ordine, Naomi è un astro nascente, la punta di diamante della sfilata, i suoi abiti devono essere perfetti. Un po’ sono agitata anch’io. Naomi arriva con l’aura divina e quella calma ultraterrena tipica delle star e delle dive di una volta… Inarrivabile davvero, educatissima, molto timida, una dea in terra, perfetta, davvero stupenda…bacia Azzedine sulla guancia e lo chiama mon papà, si siede sulle sue ginocchia e lo abbraccia come farebbe una figlia col babbo, Azzedine si commuove… e lei dice “ Mi aiuti papà? Sono molto triste…. Ho litigato con Adam e lui sta partendo….” Beh insomma per voi che non sapete o non ricordate, Naomi all’epoca era fidanzata con  un bel ragazzo irlandese niente popò di meno che Adam Clayton degli U2, ma la relazione era assai burrascosa, per le intemperanze di lei e la gelosia di lui, insomma, rapporti tra Star che noi comuni mortali facciamo fatica a capire… beh, Naomi era arrivata tardi perché voleva impedire a Adam di ripartire alla volta di Londra e non so perché si era messa in testa che Azzedine potesse fare qualcosa per lei…

Più che altro come far capire alla divina che alcune cose sono impossibili, anche se ti chiami Naomi? Lei diceva di voler chiamare in aeroporto e bloccare l’areo, ma che il suo francese non era buono, aveva provato dal taxi a chiamare ma l’operatore di Air France si era dimostrato alquanto indisponente ( mi stupisco assai…davvero?) A chi volete che sia toccata la patata bollente? Avete indovinato vero? Eric mi da il numero del centralino e mi ordina di attaccarmi al telefono e non alzarmi dalla scrivania finché non ho in linea Air France… bene, cioè male….nel giro di dieci secondi mi passa davanti la mia carriera brevissima nel mondo della Moda, conclusa con un clamoroso fallimento, mi vedo buttata in strada col mio sacchetto di sogni e speranze, e le porte dell’Atelier di Azzedine che si chiudono alle mie spalle per sempre… I minuti eterni scorrono mentre mi passano la linea da un ufficio all’altro, fino a quando riesco a raggiungere il banco check- in del volo Air France per Londra, volo sul quale fuggiva via l’amore impossibile della Divina…

Le dico che ho in linea il responsabile del check- in e che ho chiesto di poter parlare con il signor Clayton.. Naomi arriva al telefono ringraziando profusamente, grazie grazie grazie mi hai salvato la vita…in realtà ho appena salvato la mia, di vita!!!! Dall’altra parte della linea in viva voce l’operatore mi dice che i passeggeri sono già imbarcati, il volo è chiuso, lui non ha l’autorità di fermarlo…come, neanche per Naomi? Se fossimo nel mondo fatato della Moda non ci sarebbero problemi, al suono di tale nome tutti sarebbero scattati sull’attenti e l’impossibile sarebbe divenuto banale routine, per lei… ma qua no, supplico che è una questione di vita o di morte, che ho la fidanzata ai miei piedi in lacrime, che deve poter parlare con Adam, l’immagine è straziante davvero avrei voluto che lui la vedesse… Azzedine che urla che non è possibile, Naomi che singhiozza e dice che la sua vita è finita, io che come un’ idiota davanti al plotone d’esecuzione, cerco una via d’uscita, e una via d’uscita proprio non esiste… Naomi, non la conosce nessuno tra il personale dell’Air France e poi l’operatore col piglio parigino e quell’accento snob mi dice…” ma scusi, se la signorina è davvero così famosa, avrà un aereo privato per raggiungere il suo tipo a Londra? Le pare che per una lite tra fidanzati lei debba farmi perdere così tanto tempo? Suvvia non sia ridicola, noi qua stiamo lavorando…”  Ecco, in viva voce, meno male che Naomi non capisce bene il francese, meno male che Eric arriva in corner a salvarmi il deretano dicendo a lei “ carissima, mi spiace, l’aereo è già partito, abbiamo dato il tuo messaggio, speriamo che qualcuno lo faccia avere a Adam… vedrai che tutto si sistema…vogliamo procedere col fitting che siamo già in ritardo?”

Già il fitting, il pomeriggio era cominciato così…  Naomi si asciuga le lacrime, bellissima nel suo dolore, professionale si alza e con Azzedine scompare dietro le porte dell’Atelier…per lei prova finale dei capi a porte chiuse in intimità col Maestro. Quando Azzedine esce pochi minuti dopo e dice soddisfatto “Naomi sarà la regina della sfilata, tutto era perfetto…” capisco che non sono ancora morta, respiro finalmente dopo minuti di interminabile apnea…La divina riappare , questa volta con gli occhiali da sole, mi chiede di chiamarle un taxi, poi si siede vicino a me e dice solo e semplicemente “Thank you, you have been so kind”…

Quella sera a casa dopo cena, io comune mortale stagista da Azzedine, ho pensato che Naomi la divina, non era poi così lontana da me… a parte la bellezza esotica, le movenze feline , il fisico statuario e perfetto, la carriera, la fama, il denaro…in fondo in fondo, ma veramente in fondo, Naomi era anche una semplice ragazza che sta di fronte ad una ragazzo e gli chiede di amarla( cit. Notting Hill)… né più , né meno… e quando ti accorgi ti questo e guardi dietro la perfezione assoluta di quel viso, dietro lo sguardo sperduto di chi ha capito che in certe questioni la fama e il denaro non contano nulla, quando vai oltre vedi che l’amore è l’unica cosa che conta e ci spinge avanti, per lei come per me, uguale.

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Sono rimasta da Alaia i tre mesi pattuiti all’inizio e ho la speranza di pensare che il Maestro mi ha tenuta con lui non solo per l’aiuto dato a Naomi, certo è che la mia bella figura l’ho fatta quando lei si è seduta accanto a me e nella tragedia ha trovato parole gentili per ringraziarmi…spererei anche di aver fatto una buona impressione per tutto il resto dello stage, Azzedine avrà senza dubbio apprezzato la mia puntualità, il mio rigore, la mia precisione…verso la fine mi sorrideva anche a tratti come se si accorgesse di me dopo tanto e che quella presenza silenziosa accanto a lui avesse ai suoi occhi un volto e un nome. Il mio ultimo giorno da lui mi ha chiesto di andare giù nel caveau e di scegliere tra abiti da portare via con me, lo stage era giunto al termine e lui oltre ai 1500 franchi pattuiti voleva darmi qualcosa in più… Quei tre abiti sono custoditi come una reliquia, dopo anni ne ho riprovato uno e con soddisfazione ho notato che ci entro ancora in quella stupendamente sagomata “petite robe noire”…quando si parla di perfezione.. Adesso che Azzedine non c’è più, è scontato pensare a quei giorni con tenerezza e rimpianto, io mi concedo il lusso di cullarmi nei bei ricordi di tanti pomeriggi passati al suo fianco, di quanto ho imparato guardandolo cucire con le sue piccole mani nervose e sapienti. Azzedine era un artista a tutto tondo ed amava la donna con le sue rotondità e curve…una mostra lo celebra adesso a Parigi, alcuni abiti esposti sono tra quelli che ho provato io in quei pomeriggi intimi col Maestro…

E Naomi? La stagione seguente, ero tra il pubblico che assisteva alla sfilata in strada di Jean Paul Gaulthier, Naomi sfilava tra le top del momento, Linda, Christy, Beverly… Una grande  sfilata. Sono stata contenta, quasi felice di vedere che lungo il marciapiede era parcheggiata una limousine nera… Naomi finito il lavoro è corsa via felice, Adam era fuori ad attenderla, proprio in quella limousine.