Lady D - Nottheusualdressing
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Lady D

Personalità borderline, vittima di pesanti attacchi depressivi, affetta da bulimia, non solo Lady D, moglie del principe Carlo, ma una donna  forse non come tante, che ha provato a sopravvivere alla monarchia britannica e per un po’ ci è anche riuscita.

Oggi 31 agosto di 21 anni fa il mondo si è svegliato senza Lady D. Ed è stato per molti un brutto risveglio. Me compresa. A 36 anni, nel pieno della sua vita di donna con un nuovo amore accanto, radiosa e felice, morire così, schiacciata tra le lamiere della limousine che sfuggiva all’assalto dei reporters, e si schiantava contro un pilone del Pont de l’Alma a Parigi, morire dicevo nel pieno dei suoi anni e della sua nuova storia d’amore, beh insomma non è da tutti. Per noi da allora, ci sono state molte domande, molte ancora senza risposta. Ma più che di domande, oggi scrivo della donna Diana, in poche parole, le mie, che sono fatte ovviamente di ricordi e di sensazioni, non di esperienza diretta, e quindi necessariamente addolciti dall’inesorabile scorrere del tempo.

Da timida ragazza inglese di buona famiglia infagottata in un improbabile abito a meringa nel giorno del suo matrimonio a icona di stile nei suoi ultimi dieci anni di vita quando liberatasi dal fardello di essere una moglie  scomoda ed ingombrante, Diana finalmente libera ha scelto per sé. Pare che agli obblighi di corte si fosse sempre sottratta, lei e la regina non andavano d’accordo, Diana abbassava lo sguardo e passava oltre, poi però faceva quasi sempre quello che voleva. Una della sue ultime biografie, la descrive come una donna calcolatrice, che ha sapientemente pianificato la sua vita volendo a tutti i costi sposare un monarca e facendosi piacere la vita di corte…Insomma un’arrampicatrice sociale senza scrupoli. Oppure se letta con occhi più indulgenti, solo il desiderio di una giovanissima ragazza di evadere da una vita borghese e monotona che per qualche attimo( durato una manciata di anni) ha creduto veramente di essere innamorata di Carlo, non come uomo, ma come erede al trono inglese, mica fichi. Carlo l’ha mai amata? Chissà, forse anche lui è stato travolto dalla routine di Principe , fatta di impegni, obblighi, viaggi lontano.. impegni che Diana forse neanche immaginava. Davanti ai riflettori si era una cosa, la coppia reale più invidiata al mondo, la realtà nel privato era ben diversa e siccome la monarchia inglese non ha mai commentato le dichiarazioni di Lady D sul suo matrimonio, poiché nulla è più vero  a corte del detto “ i panni sporchi si lavano in famiglia”, dobbiamo dare per vero che Diana non è mai stata felice ed esaurito il suo compito di progenitrice, la sua vita è rimasta vuota e spoglia di ogni sogno. Ancora giovane e con uno spiccato senso “umanitario”, Diana ha sposato molte cause nobili, il suo volto lo abbiamo visto ovunque, con quello sguardo fiero che trafiggeva l’orizzonte, non più  una reale a corte, ma indomita testimonial della sua stessa vita, delle sue stesse coraggiose scelte. Molti stilisti l’anno amata  e vestita, tra gli italiani Versace, lei alta e longilinea con quelle gambe lunghe e tornite da passato atletico e quelle spalle dritte, il collo lungo, le mani graziose. Chi non avrebbe voluto in quegli anni, i suoi ultimi, ritrarla? Certo a qualcosa la rigida etichetta inglese sarà pur servita…però Diana aveva una classe tutta sua, fatta di innata allure che illuminava una stanza appena entrata, la classe spontanea, l’eleganza minimale del portamento regale ma disinvolto. Ricordo il suo outfit  preferito, in quell’estate del 1997 con pantaloni capri bianchi e blazer doppiopetto blu, la ballerina bassa e l’occhiale scuro, ci provava Diana a passare inosservata ad essere una qualunque in vacanza a Parigi col suo innamorato. Poi quello schianto terribile.

Il mondo si è svegliato diverso, senza di lei. Non è stata una santa, digerite ormai le teorie che la vogliono vittima di un complotto reale poiché personaggio scomodo a corte, moglie di sicuro infelice, madre di sicuro attenta e affettuosa, Diana, Lady D è stata molto più di questo. Icona di stile, certamente, del suo, copiata nel taglio di capelli da milioni di donne al mondo, chi meglio di lei ha riportato in auge la “pochette” da sera e ha osato accostamenti di colore assai improbabili, su di lei come acqua fresca…Abbandonare la corte inglese, ha significato anche liberarsi dei fronzoli, dei fiocchetti, dei baveri, delle stampe tartan, dei cappellini piumati, delle maniche a sbuffo, degli abiti a tendaggio e via dicendo…qui dico e non nego, che a corte ci sarebbe bisogno di un bel restyling. Non in ultimo la sua capacità di piacere alla stampa, di essere un personaggio mediatico che ancora oggi “vende” più della Regina stessa. Tutto calcolato? Chissà…

L’immagine del suo feretro che sfila per Londra  atteso e applaudito da migliaia di persone è qualcosa che nessuno dimenticherà mai. L’immagine della bandiera calata a mezz’asta in segno di lutto reale, anche questa è una cosa che non si dimenticherà mai, così come i giovanissimi William e Harry costretti dal protocollo a sfilare a piedi dietro al feretro, una cosa che a dei figli non dovrebbe mai essere imposta, quel dolore enorme massificato e filmato da ogni telecamera presente… In molti si  sono sentiti orfani. Al di là del personaggio pubblico di ex consorte reale, di Diana credo manchi più di ogni cosa il suo essere donna fino in fondo, con tutte le sue contraddizioni , saperlo ammettere e quindi raccontare pubblicamente, per poi cominciare una nuova vita.

Una Regina di cuori. Davvero.