Un the’ con Massimiliano Capella - Nottheusualdressing
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Un the’ con Massimiliano Capella

Ho incontrato Massimiliano diversi anni fa quando era direttore dei Musei Mazzucchelli nel Bresciano.

Lo conosco abbastanza bene, e pur non avendo di lui una conoscenza intima, posso dire con certezza che

1) E’ un uomo di grande cultura

2) E’ un uomo di grande spessore

3) E’ una bella persona, con valori che hanno radici profonde e ben piantate. Ama la famiglia, la sua ovviamente, ma anche l’entità molto moderna di famiglia allargata, quella che ci si costruisce nella propria vita da adulto, dentro e fuori dal lavoro.

Scrivendo di Moda, scrivendo innanzi tutto di passioni, il suo nome ce l’ho in testa da un pezzo, difficile semmai declinare il tutto di lui in un’intervista per un blog, anche se sono alquanto facilitata perché ho il privilegio di averlo come amico, e due, il blog è mio.

Massimiliano è dotato di una personalità eclettica, come un prisma dalle mille sfaccettature, potrebbe abitare ovunque poiché è anche camaleontico e perfettamente adattabile, ma ha scelto di vivere nella sua terra di origine, sulle sponde del lago di Garda e dalla sua casa gestire il suo lavoro che ha a che fare con la Moda, suo primo , grande amore, ma non solo. Ha girato il mondo, conosciuto grandi personalità, camminato fianco a fianco di grandi artisti, è diventato lui stesso negli anni un ‘artista, che sente l’Arte addosso come una seconda pelle ed ha urgenza di comunicarlo al mondo.

Vi domanderete cosa fa Massimiliano nella vita. Organizza mostre ed esposizioni, scrive libri, colleziona direi esperienze ed emozioni e le traduce in splendide opere visive. Di recente ha  ideato e curato la mostra di Barbie, icona pop del ns tempo, mostra che in brevissimo tempo ha conquistato i piu’ importanti Musei del mondo. Prima ha seguito le orme della divina Callas, omaggiandola in una mostra che ripercorreva il rapporto tra Moda e lirica, uno spettacolo per gli occhi, ovviamente.

Ancor prima era il direttore dei Musei Mazzucchelli, ed è qui che io l’ho conosciuto, ma questa è un’altra storia..

Allora eccoci qua, Max.

Ho il piacere di ospitarti nel mio blog, ma sono anche un po’ intimidita. Ci sono un trilione di domande che vorrei farti, mille argomenti di cui vorrei chiacchierare con te..il blog, pero’, impone formati concentrati e contenuti accattivanti, percio’ vediamo da cosa partire.

I miei lettori non ti conoscono. Come ti descriveresti usando: a) tre aggettivi; b)un colore; c) un cibo e una bevanda.

a)Metodico, Folle, Razionale (ovviamente un totale contrasto. Tutto e nulla)

b)Verde

c)Risotto/ Succo di zenzero e limone

Cosa muove le tua giornate? Cosa ispira il tuo talento?

Gran parte delle idee arrivano dall’osservazione e dalla sedimentazione di quello che ho assimilato. Un grande aiuto, in questo senso, arriva dalla possibilità di fare grandi viaggi e di ritornare sempre sul mio Lago dove posso dedicarmi alla pratica di Yoga e meditazione. Tutto converge quindi in un unico punto…

Parlando di Moda e Arte, cosa sono per te, ma anche e soprattutto cosa sono oggi, in un’era dove tutto è velocissimo, effimero, apparente, non duraturo?

Le connessioni tra Arte e Moda arrivano da lontano, non certo dalle recenti intuizioni della critica. Spiego sempre ai miei studenti (Università degli Studi di Bergamo) che da sempre esiste un dialogo tra lo stile dell’arte e dell’architettura e le linee della moda. Non esistono Chitone, Tunica, Clamide senza gli ordini architettonici antichi, non esiste il verticalismo delle vesti gotiche senza lo slancio delle cattedrali gotiche, non esiste l’armonia delle forme ed ei colori della moda delle corti del primo cinquecento italiano senza l’equilibrio dell’arte rinascimentale italiana. E così via….ecco quindi che il connubio tra le arti del Novecento e l’osservazione da parte dei fashion designer degli stili dell’arte sono solo una conseguenza tra un rapporto naturale tra diverse forme di espressione creativa.

Vorrei che tu mi parlassi in breve di alcuni personaggi del Mondo della Moda, vorrei che ci raccontassi sulla tua pelle, cosa ti hanno insegnato o trasmesso. Faccio tre nomi soltanto, per mancanza di spazio, anche se la lista dovrebbe essere piu’ lunga: Roberto Capucci, Coco Chanel e Gianni Versace.

Roberto Capucci: il rigore e la più pura sperimentazione formale e cromatica

Coco Chanel: l’essenza più profonda del femminile

Gianni Versace: il genio trasversale e la femminilità più calda

C’è sempre meno gente che legge, c’è sempre meno gente che frequenta Musei e va a vedere mostre(in Italia)…percio’, come si costruisce una mostra? Segui un modus operandi o ti fai guidare dalle sensazioni? E ancora, cosa rende secondo te, oltre alle opere esposte , una mostra “riuscita”?

Ogni progetto nasce da diverse esigenze ma per me esiste un solo obiettivo: emozionare. Non mi interessa creare un percorso espositivo senza creare lo stupore e l’emozione. Vedere una mostra è come vedere un film, andare a teatro. Se non esci dalla sala (Cinema, teatro p Museo) senza un brivido il lavoro del regista, dell’attore e del curatore è fallito. Quindi chiarezza del racconto e emozione…

Quando si parla di Moda e di Arte, da cosa, secondo te, non si puo’ prescindere?

La moda diventa arte nel momento in cui il linguaggio del designer trova una sua indipendenza rispetto allo stile, all’opera d’arte o al movimento da cui ha tratto ispirazione. Esiste un legame vero e profondo tra moda e arte solo quando lo stile dell’arte consente al fashion designer di creare qualcosa di veramente indipendente è innovativo per segno grafico e taglio sartoriale. L’esempio più alto resta l’Abito Mondrian di Yves Saint Laurent…una rivoluzione estetica!

In Italia, in cosa secondo te pecchiamo, quando parliamo di Moda, Arte e cultura?

Manchiamo di conoscenza e capacità di connessione trasversale. Le arti, come la vita, sono in connessione. Nulla si può creare senza connettere tutto: arte, moda, teatro, musica, letteratura, cultura pop, design…tutto è uno!

La tua giornata tipo a) quando lavori b) quando sei a casa.

Quando sono in azione resto concentrato su quello che sto facendo, quando sono a casa dedico molto tempo a me: yoga, meditazione, musica, lettura e la magia del mio lago…

Che valori, secondo te, bisogna trasmettere ai giovani che si avvicinano oggi al mondo della Moda? Che tipo di preparazione è necessaria

Ripeto sempre un vecchio slogan del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) che da ragazzino mi aveva sedotto: diamo un futuro al nostro passato. Solo se conosci puoi creare qualcosa di innovativo. Oggi manca la conoscenza e la comprensione che non si può e non si deve ragionare per settori e compartimenti stagni…

Un’icona del presente, un’icona del passato,  fai due nomi e  dicci il perché sono icone per te(non mi riferisco solo al mondo della Moda)

– Maria Callas (inevitabile per me, perchè da un mondo elitario come l’opera lirica è entrata di diritto nell’immaginario pop con una forza di carattere straordinaria. Volere e potere)

– Donatella Versace (stesso principio di Volere e Potere. Donna che è nata, si è annullata, si è reinventata e ha vinto!)

Adesso una brevissima botta e risposta

Bianco o nero?   Nero

Minigonna o longuette?   Longuette

Cravatta o senza?     Senza

Kate o Meghan?      Lady D… (non sarebbero esistite senza di lei)

Chat o telefono?      Nulla

Giornale o blog?      Entrambi se il blog è gestito da chi è in grado di veicolare messaggi e contenuti.

Alta Moda o pret a porter?      Alta Moda.

Anna Magnani o Sofia Loren?   Nannarella (Magnani) per tutta la vita.

Sushi o piatto di spaghetti al pomodoro? Spaghetti meravigliosi

Alba o tramonto? Entrambi, sul Lago di Garda

 

Hai un sogno nel cassetto?

Sempre…

Parliamo del tuo ultimo progetto, il libro “Iconic Frida” uscito da pochissimo (Centauria Editore). Perchè Frida?

“Iconic Frida” racconta come Frida Kahlo abbia ispirato la moda, di come l’abbia sempre fatto e continui ad essere un punto di riferimento per fashion designer, che trovano nel suo abbigliamento uno stimolo creativo per reinventare il passato.

L’abito era per Frida è espressione della sua identità, una maschera per esorcizzare il dolore e anche un mezzo per comunicare messaggi politici e d’amore. Con il suo vestito tradizionale messicano Frida ha costruito una seconda pelle, una nuova tela su cui incidere con forza i suoi valori, il desiderio di centralità della donna e dell’artista nella società contemporanea.

La forza del suo stile “oltre le mode” ha quindi affascina inevitabilmente il mondo del glamour. Tutto questo è estremamente seduttivo…

Sei stato intervistato parecchie volte, c’è una domanda che non ti hanno mai fatto, alla quale non vedi l’ora di rispondere? (fatti la domanda e dai la risposta)

Sei felice? ….a volte!

Ultima domanda, cosa farai da grande?

Questa è la domanda che mi faccio ogni giorno…spero arrivi presto un’ispirazione.

(Chiara Megan marzo 2018)