Il re è morto. Lunga vita al re. - Nottheusualdressing
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Il re è morto. Lunga vita al re.

Il re è morto. Lunga vita al re.

Karl Lagerfeld è morto oggi a Parigi dopo una lunga malattia. Al termine dell’ultima sfilata di Chanel il 22 gennaio scorso, non è uscito come di consueto in passerella a ricevere gli omaggi del pubblico pregando il suo storico braccio destro Virginie Viard di sostituirlo. Aveva fatto dire che si sentiva stanco e le ultime fatiche della collezione appena presentata lo avevano molto provato.

Oggi è per molti un giorno triste, non si può davvero sorvolare su una notizia così, per noi che viviamo e respiriamo il Mondo della Moda. Oggi si piange un Re, il solo ed unico Kaiser. Karl Lagerfeld lascia un vuoto incolmabile poiché la sua essenza riempiva tutto lo spazio intorno. Personalità eclettica, di una cultura sconfinata, artista e indiscusso genio, Karl sapeva fare tutto. Aveva una visione dell’arte a tutto tondo, vivere il lusso estremo permeato di Bellezza assoluta di forme e contenuti, Karl era colto, di indole curiosa e indagatore dell’animo umano, timido, riservato, scontroso, generoso, una genialità poliedrica, un personaggio ingombrante, nel suo campo un vero dittatore poiché votato all’Eccellenza la esigeva da se stesso e quindi anche dai suoi collaboratori.

Io oggi voglio ricordarlo in un modo personale, lasciando un po’ indietro il racconto della sua vita, lunghissima  da sempre a cavallo del Mondo, in testa e carro trainante dello Stile Eterno. Io il Kaiser l’ho conosciuto per davvero nei lunghi stilosi corridoi della Maison Chanel a Parigi nel 1994 e sono rimasta folgorata da questa persona ricca di charme, estremamente elegante e timida. Portava gli occhiali scuri anche dentro la Maison e si rivolgeva a tutti con il Del Voi. “Voici la Belle Italienne qui vient travailler chez nous” mi aveva apostrofato un giorno e io avevo osato stringergli la mano sorridendo timidamente. Per me un sogno diventava realtà. Avevo 27 anni ed ero assunta da Chanel. Lavoravo all’epoca al piano di sotto dello Studio Chanel. Lo Studio era il luogo sacro dove tutto avveniva, ispirazione, creazione e disegni dei capolavori di Chanel. Karl arrivava in ufficio puntuale tutti i giorni alle 9, durante le collezioni noi dello Studio tecnico aspettavamo i suoi bozzetti per poi tradurli con le messe in piano, il disegno tecnico con le misure e le specifiche utili alle sarte per il confezionamento della prima bozza in tela grezza. Ho avuto per le mani questi bozzetti diverse volte poiché tra i miei compiti c’era anche quello di fotocopiare gli originali per poi riporli al sicuro nelle cassette di sicurezza, e vi assicuro che era Arte pura. Ne ho conservati alcuni molto gelosamente. Karl disegnava di getto con la sicurezza di chi le forme in testa ce le ha ben chiare e di cosa fosse necessario per rendere sublime il corpo di ogni donna. Arrivato come tutti sanno alla Maison nel 1983 con un contratto a vita, Karl ha saputo risollevare Chanel dalle sorti di un inesorabile declino, e ha saputo tradurre il suo genio creativo nella declinazione di uno Stile Eterno. Guardando la sua ultima sfilata ho avuto la certezza di questo, Chanel è sempre Chanel e Karl cittadino del Mondo, è riuscito ancora una volta a far transitare tutto il mondo al Gran Palais in un Carrousel ricco di ispirazioni multietniche, incorporate nel classico rigore del taglio delle sue giacche, perfette, pulite e impeccabili. La giacca Chanel è oggetto di studio nelle Università della Moda, poiché di rado sono esistite giacche tagliate e cucite con tale maestria e perfezione, che stanno a pennello con quella Allure e quella sfrontatezza di apparire come “ la prima cosa che si è trovata nell’armadio”. Karl era maniaco della perfezione. Di questo rigore teutonico lo ringrazio, un po’ mi appartiene da sempre, ma respirando l’aria della Maison, ho imparato ad amare la disciplina e la perseveranza, ad insistere nell’esigere sempre il meglio. Confrontarsi con l’eccellenza e la pulizia delle forme classiche e tradurle in capi vivi e meravigliosi, Karl ha saputo per tutti questi anni mantenere vivo lo spirito di Coco, senza tradirlo mai e senza mai cedere ai dettami dell’Industria della Moda. Lo ricordo con molto affetto, e per i lunghi anni dopo che ho lasciato la Maison per far rientro in Italia, ho portato con me questo enorme bagaglio professionale che vi assicuro non è mai stato un peso, anzi. Karl amava il Lusso e si circondava di bellezza, tutte le sue collaboratrici erano scelte con cura tra l’Elite del Mondo dell’Arte e della Cultura francese, capirete che IO amongst a thousands, ho condiviso questo privilegio, seppur per pochi anni, e quindi un poco me ne vanto. Di certo pensare al domani per la storica Maison francese, sembra adesso quasi impossibile. Senza Karl al timone al momento ogni considerazione appare scontata. Nessuno di noi ha pensato a Chanel senza pensare a Karl, si può davvero dire che erano un tutt’uno.

Noi comuni mortali piangiamo la dipartita di un Genio poiché all’improvviso ci sentiamo abbandonati a noi stessi, privati da quell’aura di immortalità e dal riverbero balsamico del soffio divino. Spero pertanto che il suo percorso sia ancora lungo. Eterno come la sua vita, il suo gusto e il suo Stile. Bon voyage Karl.